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	<title>Commenti a: Quando a Costabissara si usava la monega e la fogàra</title>
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	<description>Urban blog</description>
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		<title>Di: Franca</title>
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		<dc:creator>Franca</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 06:37:10 +0000</pubDate>
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		<description>Io mi sono scaldata  fino a ieri con monega - fogara, è una goduria che conosciamo in pochi privilegiati, la monega è ancora nella mia stanza, non l&#039;ho ancora riposta, non si sa mai !!!!
Saluti cordiali 
Franca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io mi sono scaldata  fino a ieri con monega &#8211; fogara, è una goduria che conosciamo in pochi privilegiati, la monega è ancora nella mia stanza, non l&#8217;ho ancora riposta, non si sa mai !!!!<br />
Saluti cordiali<br />
Franca</p>
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		<title>Di: Marina Dalla Vecchia</title>
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		<dc:creator>Marina Dalla Vecchia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 19:40:47 +0000</pubDate>
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		<description>Leggere questo racconto mi ha fatto ritornare con la mente a quando ero bambina, a quando vivevo in quella grande casa di campagna dove si era in tanti. Ricordo che la sera mi sedevo davanti al focolare quando c’era il rito della preparazione delle fogàre. Era un momento magico per me, la mia fantasia di bambina di 5 anni restava affascinata da quelle braci ardenti che venivano nascoste sotto la cenere e le immaginavo, come un vulcano, pronte ad eruttare e ad averla vinta su quella cenere che le copriva…
… ricordi… quanti ricordi…
… ma un altro ricordo che mi è tornato alla mente vedendo la mònega è l’uso “alternativo” che spesso  insieme ai miei fratelli e ai cugini (eravamo un bel gruppetto…) se ne faceva.
In estate, visto che non servivano, venivano riposte in un sottoscala dove spesso noi bambini andavamo a curiosare. Beh, era divertente prendere una mònega e, considerata la forma, giocare a farci l’altalena salendoci sopra. Bisognava stare molto attenti a non venire scoperti perché era proibito usarle per giocare: non erano così solide da sostenere il peso e neppure i movimenti bruschi di noi bambini. Nel dondolarci sempre più forte… si rischiava di romperle.
Finchè a scoprirci durante i giochi era la nonna o la zia andava anche bene, si rimediava una bella ramanzina e tutto finiva lì… Se era la mamma… la cosa si faceva più preoccupante, lo sculaccione ci scappava inevitabilmente: il famoso sculaccione pedagogico dei miei tempi… ahahahhahahah.
Ricordo di un inverno in cui nevicò. Mio cugino di nascosto prese una mònega l’attaccò dietro ad una bicicletta con degli spaghi e a turno ci facemmo trainare lungo la strada davanti casa. Quanto ha urlato la nonna quella volta… la mònega era bagnata fradicia, noi congelati… ma quanto ci siamo divertiti…!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggere questo racconto mi ha fatto ritornare con la mente a quando ero bambina, a quando vivevo in quella grande casa di campagna dove si era in tanti. Ricordo che la sera mi sedevo davanti al focolare quando c’era il rito della preparazione delle fogàre. Era un momento magico per me, la mia fantasia di bambina di 5 anni restava affascinata da quelle braci ardenti che venivano nascoste sotto la cenere e le immaginavo, come un vulcano, pronte ad eruttare e ad averla vinta su quella cenere che le copriva…<br />
… ricordi… quanti ricordi…<br />
… ma un altro ricordo che mi è tornato alla mente vedendo la mònega è l’uso “alternativo” che spesso  insieme ai miei fratelli e ai cugini (eravamo un bel gruppetto…) se ne faceva.<br />
In estate, visto che non servivano, venivano riposte in un sottoscala dove spesso noi bambini andavamo a curiosare. Beh, era divertente prendere una mònega e, considerata la forma, giocare a farci l’altalena salendoci sopra. Bisognava stare molto attenti a non venire scoperti perché era proibito usarle per giocare: non erano così solide da sostenere il peso e neppure i movimenti bruschi di noi bambini. Nel dondolarci sempre più forte… si rischiava di romperle.<br />
Finchè a scoprirci durante i giochi era la nonna o la zia andava anche bene, si rimediava una bella ramanzina e tutto finiva lì… Se era la mamma… la cosa si faceva più preoccupante, lo sculaccione ci scappava inevitabilmente: il famoso sculaccione pedagogico dei miei tempi… ahahahhahahah.<br />
Ricordo di un inverno in cui nevicò. Mio cugino di nascosto prese una mònega l’attaccò dietro ad una bicicletta con degli spaghi e a turno ci facemmo trainare lungo la strada davanti casa. Quanto ha urlato la nonna quella volta… la mònega era bagnata fradicia, noi congelati… ma quanto ci siamo divertiti…!!!</p>
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		<title>Di: Carla</title>
		<link>https://www.romiocostabissara.it/wordpress/quando-a-costabissara-si-usava-la-monega-e-la-fogara.html/comment-page-1#comment-32</link>
		<dc:creator>Carla</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 19:42:02 +0000</pubDate>
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		<description>Anch&#039;io ho dormito con le coperte scaldate dalla &quot;monega&quot;. Quando, da piccola, nelle fredde notti invernali, andavo, qualche volta, a dormire da mia nonna Cesira! Altro che scaldasonno!!!!!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io ho dormito con le coperte scaldate dalla &#8220;monega&#8221;. Quando, da piccola, nelle fredde notti invernali, andavo, qualche volta, a dormire da mia nonna Cesira! Altro che scaldasonno!!!!!!!!!</p>
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